Quando la creatività è talmente tanta da creare danni?

Fabio Mennillo   •   22 Febbraio 2019

Uomo con pennello e matita sporco di pittura

Hai mai pensato che nella tua gestione dei social media manchi un pizzico di creatività per raggiungere il successo?

Molti di noi pensano che in questo ambito la creatività assicuri il miglior risultato possibile: purtroppo però ci sono diverse prove che indicano il contrario.
Prima di poter capire quando la creatività danneggia lo standing online di un’ azienda bisogna necessariamente ragionare su cosa sia la creatività.
E’ un mindset, un atteggiamento che va coltivato. Il pensiero creativo è presente in tutti gli aspetti della nostra vita: nel nostro modo di pensare, parlare, costruire ed è persino presente quando cerchiamo di velocizzare i piccoli servizi che facciamo a casa (come le persone che mettono la carta d’alluminio sui fornelli per non sporcare)

La creatività ci aiuta ad evitare la noia: un esempio sono i bambini che, giocando, viaggiano in mondi fantastici per scappare dalla monotonia di un gioco semplice o poco stimolante.

Questo fattore ha portato anche alla nascita di grandi invenzioni tra cui proprio i social su cui navighiamo: tutto grazie a chi della creatività ha fatto il suo stile di vita ed è riuscito a pensare fuori dagli schemi.
Purtroppo però la creatività ha anche lati negativi: pensare in modo espansivo e senza limiti ha vantaggi, ma non si può pretendere di andare a vivere al di fuori del sistema solare!

Un eccesso di questo mindset, nonostante spesso nasca con l’idea di stupire ed essere unici, in ambito social potrebbe trasformare i vostri post in richieste d’attenzione esasperate che, invece di impressionare l’audience, la porterà ad allontanarsi.

Allontanarsi?

Si, allontanarsi letteralmente, quando va bene. Un post creato senza prendere in considerazione tutti i fattori del settore può creare danni.
La catena di ristoranti IHOP, che propone ai suoi clienti deliziosi pancake, ne è un esempio:

Nell’ottobre 2015 su Twitter spuntò un post con un copy singolare:
“E’ piatto, ma ha una BELLA personalità”.

Battuta di cattivo gusto del brand ihop su twitter

Data la forma del prodotto e il copy del post si scatenò subito un vortice negativo di opinioni degli utenti: il brand fu accusato di aver insultato le donne “piatte”.
I commenti si dividevano tra chi difendeva il post definendolo “Old Comedy” e chi attaccava il brand accusandolo di misoginia.
A quel post, cancellato poche ore dopo, seguì un tweet di scuse formali da parte dell’azienda.

Meno è meglio

Spesso si pensa che, per ottenere visibilità, si debba fare un brainstorming mettendo tantissime idee super sfarzose sul tavolo.
La domanda da porci è “Sfarzose è giusto?”.

L’impatto sul lettore va studiato, tramite analisi, a seconda della persona a cui ci si vuole rivolgere: non si può pretendere che un CV di un grafico venga visto di buon occhio in un settore in cui si richiedono altri tipi di attenzione, come ad esempio nel settore giuridico.
Un altro esempio può essere un produttore di arredamento minimal che pubblicizza i suoi prodotti con colori super accesi e unicorni colorati: secondo te, quella è la strada giusta?

Know your audience

È proprio qui che volevo arrivare con l’ultima affermazione: l’audience è unica per ogni business e la nicchia va ricercata ragionando sulle sue qualità.
Ogni pubblico reagisce a stimoli in modo diverso. Solo tramite uno studio del pubblico e di settore si può pensare di ottenere risultati sfruttando al meglio la creatività.

Mani sporche di colori vari sporcate durante un rush creativo

Bilanciamento

Probabilmente è questa parola che va ad indicare ciò di cui si ha bisogno in ambito creativo: un bilanciamento tra creatività e strategia, nonché l’unico modo per ottenere risultati, attirando il pubblico con quello di cui ha bisogno.

Ma non scacciare la tua fantasia

Forse tutte le cose che ho scritto potrebbero andar contro ciò che sto per scrivere: nonostante tutto la creatività è una perla rara, non va accantonata ed è il metodo più potente per attirare l’audience. Bisogna semplicemente dosarla, plasmarla e creare ciò di cui si ha bisogno e ciò di cui ha bisogno la tua nicchia.